Un collegamento in fibra visualizzato a 300 Mbps o più non garantisce che ogni dispositivo connesso in Wi-Fi sfrutti questa velocità. Misurare 122 Mbps su uno speedtest senza fili sembra confortevole, ma questo valore da solo non dice nulla sulla qualità reale della connessione. Il parametro discriminante non è il throughput lordo: è la regolarità del segnale, la banda di frequenza utilizzata e il numero di clienti simultanei sulla rete.
Jitter e latenza Wi-Fi: cosa non mostrano i 122 Mbps
Un test di velocità che mostra 122 Mbps in Wi-Fi può nascondere un problema di stabilità. In Ethernet su un modem fibra domestico, la latenza si aggira attorno ai 14 ms con un jitter compreso tra 1 e 2 ms. Sulla stessa box in Wi-Fi 5 GHz, la latenza aumenta leggermente (circa 17 ms), ma il jitter si moltiplica da quattro a dieci volte, e ancor di più sulla banda 2,4 GHz.
Questa fluttuazione del tempo di risposta degrada gli usi in tempo reale: videoconferenze, giochi online, telefonia VoIP. Lo speedtest rimane verde, l’utente percepisce micro-interruzioni audio o scatti video. Raccomandiamo di completare ogni test di velocità con una misurazione del jitter (ping continuo per diversi minuti) per valutare se 122 Mbps in Wi-Fi riflettono una connessione realmente stabile.
Quando valutate la velocità ideale per 122 mbps wifi, tenete a mente che la velocità in download è solo un terzo dell’equazione, il jitter e la latenza formano gli altri due.
Banda 5 GHz, canale DFS e larghezza di canale: le variabili che fissano il tetto
Ottenere 122 Mbps in Wi-Fi 5 (802.11ac) o Wi-Fi 6 (802.11ax) dipende direttamente dalla larghezza di canale negoziata tra il modem e il terminale. Su un canale di 20 MHz in 5 GHz, il throughput reale spesso si attesta sotto i 100 Mbps. Per raggiungere o superare 122 Mbps in modo affidabile, è necessario un canale di almeno 40 MHz in banda 5 GHz.

La maggior parte dei modem recenti seleziona automaticamente la larghezza di canale, ma in ambienti densi (edifici, residenze), tornano a 20 MHz per evitare interferenze. Controllare questo parametro nell’interfaccia di amministrazione permette di capire perché il throughput misurato varia da una stanza all’altra senza apparente motivo.
Canali DFS e congestione
I canali DFS (52 a 144 in 5 GHz) sono meno congestionati poiché pochi router consumer li utilizzano per impostazione predefinita. Forzare il modem su un canale DFS libero può aumentare significativamente il throughput Wi-Fi, a condizione che il terminale supporti questi canali. Un dispositivo che non gestisce il DFS si ripiegherà silenziosamente su un canale standard saturo.
- Canale 36-48 (non DFS): molto utilizzato, spesso congestionato in zona urbana, throughput reale frequentemente sotto i 100 Mbps nonostante un collegamento in fibra veloce.
- Canale 52-64 o 100-140 (DFS): meno interferenze, ma il router deve effettuare una rilevazione radar, il che può provocare un passaggio temporaneo di canale.
- Larghezza 80 MHz: necessaria per sfruttare appieno il Wi-Fi 5/6, ma riduce il numero di canali disponibili e aumenta il rischio di sovrapposizione con i vicini.
Numero di dispositivi connessi e condivisione della larghezza di banda Wi-Fi
Il throughput Wi-Fi si divide tra tutti i clienti associati allo stesso punto di accesso. Una casa con una decina di dispositivi connessi (smartphone, tablet, TV, oggetti connessi) riduce meccanicamente la quota disponibile per ogni terminale, anche se il collegamento in download del modem supera ampiamente i 122 Mbps.
Il protocollo Wi-Fi funziona in accesso condiviso: un solo dispositivo trasmette alla volta su un canale dato. Maggiore è il numero di clienti, più lungo è il tempo di attesa prima della trasmissione. Non si tratta di un problema di throughput lordo, ma di accesso al medium radio.
Segmentare la rete per preservare i 122 Mbps
Osserviamo che separare i dispositivi IoT (lampadine, prese, sensori) sulla banda 2,4 GHz e riservare il 5 GHz ai terminali esigenti (PC, console, TV 4K) migliora sensibilmente il throughput per dispositivo. I modem recenti offrono spesso un SSID unico con band steering, ma il band steering mal calibrato può forzare un terminale sulla banda 2,4 GHz nel momento sbagliato.
Disattivare il band steering e creare due SSID distinti (uno per banda) rimane il metodo più affidabile per controllare precisamente quale dispositivo utilizza quale frequenza.
Wi-Fi 6E e 6 GHz: 122 Mbps diventano un pavimento, non un obiettivo
Con il dispiegamento dei modem compatibili Wi-Fi 6E, la banda 6 GHz offre canali larghi (160 MHz) praticamente privi di interferenze. Su questa banda, 122 Mbps rappresenta una soglia facilmente superata da qualsiasi dispositivo compatibile, anche attraverso un muro.

L’interesse del 6 GHz non risiede solo nel throughput massimo. È la banda che presenta il jitter più basso in ambiente residenziale, avvicinandosi alle prestazioni dell’Ethernet per usi in tempo reale. Se il vostro modem e i vostri dispositivi supportano il 6E, puntare a 122 Mbps non ha più senso: la connessione fornirà di più con una stabilità nettamente superiore.
Tuttavia, la portata del 6 GHz è inferiore a quella del 5 GHz. Oltre due stanze, il segnale si attenua rapidamente. Un ripetitore o un sistema mesh compatibile 6E diventa quindi necessario per mantenere questo livello di prestazioni in tutta la casa.
Determinare se 122 Mbps in Wi-Fi sono sufficienti per voi comporta porre tre domande: il jitter rimane sotto qualche millisecondo durante un uso prolungato, la banda 5 GHz (o 6 GHz) è effettivamente utilizzata dai vostri terminali prioritari, e il numero di dispositivi simultanei sullo stesso canale rimane ragionevole. Un throughput stabile a 80 Mbps con un basso jitter è meglio di un picco a 150 Mbps interrotto da micro-interruzioni.



